Con un comunicato congiunto della Provincia e del Comune di Pistoia, si annuncia la fine della centrale Repower a Pistoia.
Con il protocollo sottoscritto con Repower il 28 luglio 2010, gli enti locali, la Regione Toscana e i sindacati hanno inteso affrontare la crisi occupazionale verificatasi in conseguenza della chiusura dello stabilimento Radicifil, promuovendo una proposta di reindustrializzazione dell’area, per la quale era (ed è ancora oggi) mantenuta la destinazione industriale. È dunque con l’obiettivo di promuovere un intervento di riqualificazione del tessuto produttivo locale che il Comune di Pistoia e la Provincia di Pistoia hanno sottoscritto il protocollo, demandando all’istituzione di due tavoli di lavoro lo sviluppo di ulteriori e puntuali intese.
In tale ottica, l’insediamento di una centrale di cogenerazione, che può produrre un significativo risparmio di energia rispetto alla produzione separata dell’energia elettrica (tramite generazione in centrale elettrica) e dell’energia termica (tramite centrale termica tradizionale), è apparsa in origine come una soluzione coerente con un’idea di sviluppo economico e verde del territorio. È noto, difatti, che la cogenerazione è individuata a livello europeo (direttiva 2004/8/CE) e regionale (con il piano energetico regionale) come la principale tecnologia “veicolo” per la transizione alla sostenibilità e l’impiego di energie rinnovabili.
Con l’avvio della procedura regionale di v.i.a., nell’ambito della quale devono essere esaminati tutti gli aspetti connessi all’impatto ambientale dell’attività del territorio, il Comune di Pistoia e la Provincia di Pistoia hanno sospeso ogni ulteriore approfondimento, in attesa che si concludesse tale preliminare esame. Il provvedimento di v.i.a. regionale, giunto al termine di un lungo e complesso iter amministrativo, non ha però fugato molte delle difficoltà connesse alla realizzazione del progetto presentato da Repower ed ha, anzi, contribuito ad evidenziarne di nuove.
È dall’esame attento degli atti della procedura valutativa, ossia dalla disamina nel merito della documentazione prodotta dall’azienda e dagli enti coinvolti nel procedimento, che il Comune di Pistoia e la Provincia di Pistoia hanno tratto un orientamento negativo sulla realizzazione del progetto presentato da Repower.
La v.i.a. ha evidenziato, difatti, problematiche che non hanno potuto, in essa, trovare soluzione in quanto appaiono difficilmente risolvibili se non, in taluni casi, irrisolvibili. Tra queste, paiono assumere particolare rilevanza quelle connesse alla classificazione idraulica dell’area che da P.I.3, con il nuovo P.A.I., è divenuta P.I.4., con l’effetto di incrementare i volumi di acqua da stoccare nella cassa di espansione di progetto. Eguale rilevanza assume, in tale contesto, il parere negativo reso il 6 dicembre 2012 da Autostrade s.p.a., che, in qualità di concessionario, è il soggetto preposto alla tutela del vincolo autostradale. L’impianto (e le opere ad esso connesse, quali la cassa), difatti, ricade nell’ambito della fascia di rispetto di 60 metri. Autostrade s.p.a., anche in vista della realizzazione della terza corsia, ha subordinato il proprio parere favorevole a condizioni che non paiono possano essere credibilmente soddisfatte: a) disponibilità alla rimozione a cura e spese del proponente delle opere realizzate, ove si manifestino esigenze autostradali; b) individuazione di un’altra area, oltre il limite della fascia di rispetto, nella quale realizzare la cassa di espansione; c) viste le difficoltà tecniche di intervenire sul corpo autostradale una volta realizzate le opere, realizzazione a carico del proponente della terza corsia autostradale nel tratto prospiciente la cassa.
Non solo, dall’esame del progetto è altresì emerso che la centrale – così come progettata – non avrebbe quelle positive ricadute ambientali per il territorio che giustificano la disciplina di favore europea e regionale. È stato calcolato che lo sviluppo della cogenerazione nei Paesi UE potrebbe evitare il rilascio di circa 250 milioni di tonnellate di gas a effetto serra entro il 2020, assicurando un consistente risparmio di energia e migliorando la sicurezza dell’approvvigionamento. Inoltre la cogenerazione consentirebbe di: a) ridurre le perdite sulla rete elettrica, dal momento che le centrali di cogenerazione sono solitamente più vicine al luogo di consumo; b) aumentare la concorrenza tra i produttori; c) creare nuove imprese; d) risparmiare energia nelle zone isolate o ultraperiferiche. Tutto ciò può avvenire attraverso il conferimento di calore “già pronto” per edifici pubblici o privati, evitando il rilascio di calore residuo non utilizzato nell’ambiente. Tali impianti possono contribuire all’abbattimento dell’inquinamento attraverso tre diverse azioni:
1) produrre energia elettrica in loco (eventualmente sfruttando fonti alternative, troppo piccole per essere di interesse per grandi compagnie) con riduzione delle perdite nel trasporto di energia.
2) generazione di acqua calda, potenzialmente un rifiuto, cosa che permette di fornire calore ad altre realtà produttive o direttamente alle abitazioni (teleriscaldamento) con risparmio in termini sia economici che di inquinamento.
3) recentemente a queste due possibili azioni se ne è aggiunta una terza, che sfrutta una tecnologia conosciuta già da un secolo ma che finora poco usata: la possibilità di far funzionare un impianto frigorifero tramite il calore (frigoriferi ad assorbimento). Ciò permette di ottenere acqua molto fredda partendo dal calore e di raffreddare un gruppo di case tramite lo stesso impianto che lo collega alla centrale termica e che d’inverno le riscalda.
Progettare un impianto di cogenerazione quindi dovrebbe significare collegare un gruppo di edifici o un intero quartiere con tubazioni che d’inverno portano acqua calda e d’estate acqua fredda. Acqua che viene prodotta non da una caldaia centralizzata (quella calda) e da compressori (quella fredda) ma che viene ottenuta sfruttando il calore prodotto da una centrale elettrica, progettata e costruita appositamente e in grado di garantire un’efficienza di funzionamento industriale. Da un simile impianto dovrebbero perciò, in linea di principio, derivare benefici per tutti: chi gestisce l’impianto vende l’elettricità ricavando un utile; può smaltire un rifiuto trasformandolo in rendita tramite la fornitura di calorie o frigorie agli edifici circostanti, abbattendo così i costi di gestione. Inoltre sarebbe garantito un controllo continuo sull’efficienza di produzione delle stesse (i cittadini non avrebbero la necessità di occuparsi della manutenzione delle caldaie). In un sistema del genere sarebbero superati, inoltre, i problemi dei vecchi impianti centralizzati inidonei a soddisfare le esigenze dei singoli utenti, sia sotto il profilo di un effettivo ed uniforme riscaldamento delle abitazioni sia sotto il profilo dei costi non ripartiti in base all’effettivo utilizzo.
Nel progetto presentato da Repower tutti questi elementi, purtroppo, non sono presenti: la centrale, non avendo previsto, ad esempio, un efficace sistema di teleriscaldamento finirebbe per non produrre quei benefici ambientali ed economici che giustificano la realizzazione di un simile impianto e compensano le emissioni che produce.
Inoltre, anche per le ragioni sopra esposte, la v.i.a. non risolve le preoccupazioni concernenti non già gli inquinanti emessi nell’esercizio della proposta attività industriale ma la complessiva sostenibilità di una simile attività per il territorio che dovrebbe ospitarla, già significativamente inciso sotto il profilo ambientale.
In ultimo, ma non per ultimo, rimane ferma la principale preoccupazione che ha mosso le Amministrazioni locali: rispondere alla crisi occupazionale conseguente alla chiusura della Radicifil,attraverso un investimento che segni una nuova prospettiva di reindustrializzazione del territorio che corrisponda alla visione di uno sviluppo sostenibile orientata al futuro. Il Comune di Pistoia e la Provincia di Pistoia rimangono impegnati, oggi più di ieri, nei confronti dei lavoratori che avevano riposto fiducia nella prossima realizzazione dell’impianto, consapevoli che si pone con urgenza il tema della salvaguardia del reddito e delle prospettive di impiego.
Per queste ragioni, se Repower vorrà confermare la volontà rappresentata al tavolo istituzionale di investire, in forme diverse, sul territorio pistoiese, le amministrazioni comunale e provinciale saranno ovviamente disponibili a confrontarsi, come con qualunque azienda avesse il medesimo interesse.
Resta, difatti, centrale l’impegno per uno sviluppo industriale, ambientalmente e socialmente sostenibile, del nostro territorio. Uno sviluppo che se incoraggia la ricerca, l’innovazione, l’economia verde, non può e non deve rinunciare agli investimenti industriali e manifatturieri. Occorre, anzi, incrementare ogni iniziativa utile in tal senso.
Il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli Il Presidente della Provincia Federica Fratoni
Un ringraziamento personale a Il Comitatto Bottegone-Badia-Agliana e a tutti i suoi componenti. Al comitato “Cittadini di Quarrata”, al gruppo delle mamme e a tutti coloro che si sono impegnati e esposti per far valere le loro ragioni di Cittadini.
Emiliano.
Mi associo ai complimenti di Emiliano per il comitato e aggiungo alla lista lo stesso Emiliano, siete stati grandi, grandissimi. In qualita’ di tifoso non posso essere che immensamente contento della grande vittoria ottenuta dalla squadra che mi rappresenta e in cui ho creduto. Grazie di cuore a tutti da un cittadino che ha visto realizzare un proprio diritto grazie al comitato. Un abbraccio a tutti. Ciao
Vi ringrazio profondamente per il grande lavoro che avete svolto a difesa del nostro territorio
Alessio Biagiotti
MoVimento 5 Stelle Pistoia
Io credo che la questione sia, da parte del beneamato Sindaco 🙂 , più “politica” che altro….La storia delle mense scolastiche, il relativo ricorso al TAR, e l’accettazione del ricorso, con conseguente rimborso ai cittadini lesi, hanno concorso a far si che la giunta decidesse in tal senso (bocciatura Repower), per recuperare moooolti consensi persi “per strada”, e per guadagnarne altri, proprio da questa parte di “sponda del fiume Ombrone”….
Ma machiavellicamente parlando, “il fine giustifica i mezzi”, e a noi, sta bene così……!!!
Concludendo, sono FIERO di appartenere ad un comitato come questo, con persone vere e battagliere!!!! ….E senza sfondi politici, cito un vero rivoluzionario, che vuole essere un saluto; “Hasta la victoria…SIEMPRE!!”
Marco!
Ottimo risultato, tutt’altro che scontato.
Certo, restano molte zone d’ombra in tutta la storia, ma finalmente sembra di poter tirare un sospiro di sollievo.
Grazie al comitato, alla costanza che ha avuto e alle ottime capacità di reperimento e divulgazione dei dati. È una vittoria per tutta la piana.
Enrico Guastini
beh, in un certo senso, sarebbe un buon segno…e sarebbe la strada giusta… io credo che il PD , a Pistoia, ha perso voti non tanto perché c’è stata una rivoluzione culturale o chissà quali cambiamenti di opinioni…semplicemente la gente si era rotta di un certo modo di fare politica calato dall’alto , di un certo modo di agire in modo incoerente , fumoso, distante dalla vita e dai problemi di tutti i giorni ed ha votato a destra , il m5s ( oppure se n’è stata a casa ) più che altro per protesta , sfinita da troppe delusioni.
se questo NO ad una speculazione deve essere il primo passo per riguadagnare credibilità e fiducia, ben venga questa decisione “politica” .
Ragazzi che dire… prima ko l’impianto di CDR ora ko la Repower … a quando le prossime elezioni? 😆 😉
Un abbraccio a tutti Luigi.
Ciao a tutti.
Credo che la decisione sia puramente politica e di questo dobbiamo ringraziare il sindaco. Vorrei ricordare che nella riunione alla Capannina prima delle elezioni, il sindaco si era espresso in modo da rimandare la decisione al momento in cui i risultati della VIA & C. avrebbero visto la luce. Sembrava una decisione pilatesca ma in realtà poteva rivelarsi un vero boomerang. Gli altri candidati potevano contare sul fatto che non avrebbero mantenuto la promessa in quanto non avrebbero mai vinto, ma Bertinelli no, avrebbe vinto; tutti, e anche lui, lo sapevano. Delle due l’una, con la VIA negativa non avrebbe avuto problemi, con la VIA positiva -più probabile visto la regione e la storia- molti. E allora in questa ultima ipotesi, poi verificatasi, aveva tutto da perdere e niente da guadagnare, accontentando il comitato avrebbe colpito tutti gli altri e viceversa. Osservando oggi quella decisione sembra più un atto di coraggio e di responsabilità che una vigliaccata. Quindi con la VIA positiva, con il sindacato e gli industriali favorevoli alla Repower, i disoccupati e le famiglie ex Radici sulla coscienza, decidere di non procedere con un atto politico non deve essere stato semplice. Mi avete letto spesso nelle mie fesserie e sapete cosa penso, ma questa volta vorrei dare onore al sindaco e ringraziarlo per l’atto di coraggio. Non deve essere stato facile. Ovviamente il mio grazie va anche a tutti i membri del consiglio comunale (TUTTI) che hanno deciso per il no agevolando la decisione finale. Speriamo nella svolta che auspica Tommaso, che sia l’inizio di un modo di fare politica che valuti il vero interesse dei cittadini e non il tornaconto monetario. AUGURI DI CUORE a chi non ha lavoro, pensiamo anche a loro. Ciao
Oggi su la nazione la gessica beneforti si é detta sconcertata per i modi e per i TEMPI di questa decisione delle autorità locali.
In effetti , verrebbe da considerare, le rimangono meno di due mesi per trovare un nuovo sponsor per Serravalle Incontri.
E ora, come si fa ???!!!
( battutaccia, lo so…. che volete, non ho saputo resistere ….
)
@ tommaso ago
Come sei cattivo con la povera Gessica!
In fondo in fondo Oriana e la Gessica avevano solo firmato il Protocollo d’Intesa … c’è da capirli … si sentono un po’ come il vino … diciamo … Travasati!
@Paolo Maz
Ciao Paolo.
Ma quali complimenti al sindaco! 😯
Se non tiravano via a chiudere la questione era già pronta un’altra assemblea e poi la marcia su Pistoia per chiedere le dimissioni di sindaco, presidente della provincia e di alcuni assessori. L’assemblea alla Casa del Popolo era stato solo l’antipasto.
Se devi ringraziare qualcuno, ringrazia il Comitato e i Cittadini! (scritti con la C maiuscola)
E non te ne avere!
Ora basta con la sudditanza, quando i Cittadini vogliono, i Cittadini ottengono.
Per ottenere quello che dice Tommaso è molto semplice …
Modificando leggermente una massima di Napoleone … prima basta credere di cambiare, poi bisogna voler cambiare, poi basta solo cambiare (soprattutto il posto dove si fa la croce!) 😉
@ Paolo Maz – la decisione per il NO pare giustificata da tutte quelle critiche che il Comitato aveva sottolineato mille volte, non da nuovi elementi; stando così le cose, la decisione politica di oggi risulta dovuta a una forzatura di chi ha continuato a lottare apertamente contro la realizzazione dell’impianto, e a queste persone va il ringraziamento.
Uno dei dubbi irrisolti: la VIA si sarebbe dovuta fare dopo una valutazione di necessità; se la centrale non risulta necessaria (ma anzi potenzialmente dannosa), perché è stata fatta la VIA?
«accontentando il comitato avrebbe colpito tutti gli altri»
Chi sono questi “altri”?
Io non faccio parte del Comitato, ma respiro la stessa aria, mi ammalo delle stesse malattie e subisco gli stessi tagli ai servizi (destinazione dei fondi).
…spero non fosse l’ennesimo riferimento alla sindrome NIMBY.
Di più: ogni cittadino italiano avrebbe dovuto criticare un progetto tanto politicamente sostenuto quanto tecnicamente terrificante, un esempio lampante dello scollamento tra politica e territori.
Cordialmente
Enrico Guastini
P.S. – io non feci una promessa perché sapevo di non doverla mantenere; la mia presa di posizione non era guidata dalla speranza di ottenere voti, ma dalle informazioni che avevo in merito al progetto. Si chiama “onestà intellettuale”.
@EnricoGua
Ciao Enrico.
Stai parlando di VAS? Sono d’accordo con te.
Il problema è sempre stato il Protocollo d’Intesa. La centrale veniva considerata a priori una struttura strategica perché serviva a reindustrializzare un’area dismessa. Questo era l’unico scopo (almeno lì era dichiarato quello).
Il problema vero comunque è politico.
Parlano molto spesso di politica partecipata e partecipativa.
Dopo 70 anni che ci sono e che li abbiamo sempre fatti decidere,non ci dobbiamo stupire se la loro massima apertura mentale è quella di decidere e poi far partecipare i cittadini (a quello che hanno già deciso) per far “affinare” la decisione presa.
Non si stanno rendendo conto a mio avviso che (una parte) i cittadini vogliono partecipare alle decisioni che li coinvolgono da vicino e non assistere da spettatori.
E non rendendosi conto di questo stanno implodendo.
E’ solo questione di tempo.
O imparano (e alla svelta) a cavalcare l’onda del cambiamento o semplicemente ne verranno travolti.
Comunque di qualcosa si sono accorti … basta guardare le facce che avevano certi assessori all’assemblea alla Casa del Popolo.
Le cose possono cambiare ma noi Cittadini dobbiamo essere il cambiamento e molto spesso si cambia dicendo NO senza se e senza ma, senza offrire alternative e senza la paura di essere indicati come politicamente scorretti.
Se continuiamo a voler essere politicamente corretti le lotte si trasformano solo in lotte di testimonianza dove, ci siamo, si combatte, si offrono alternative ma non si vince.
Naturalmente quello che ho scritto sopra è solo una riflessione personale che non è diretta a quello che hai scritto. Ho stima in te, nel lavoro che hai sempre svolto e nella coerenza che hai sempre dimostrato.
Un saluto.
Emiliano.
Io vorrei ringraziare il comitato di Bottegone, per il loro grande impegno e per la loro voglia incondizionata di difendere il territorio ed i cittadini Grazie….. e continuate così
Buona Serata Lara
Sto cominciando solo ora, a distanza di qualche giorno, a realizzare che questo incubo lungo quattro lunghi anni é davvero finito.
Quattro anni in cui abbiamo combattuto con l’unico conforto di sentirsi, in modo netto, dalla parte della ragione. Per il resto, siamo stati soli contro tutti , a parte ovviamente la collaborazione con Coldiretti che appariva anch’essa sola contro tutti , tra i suoi pari livello.
Per quanto riguarda la popolazione, se é vero che negli ultimi mesi c’é stata una grande risposta e disponibilità , altrettanto grande é stata all’inizio se non la freddezza , direi una certa incredulità o forse semplicemente ritrosia a spendersi contro un progetto talmente lontano dalla nostra storia da apparire astratto ed inoffensivo. Era un poco come essere nella savana e dire alle gazzelle : attente, tra poco arriva un orso polare ! Oiccheé un orso , avranno pensato giustamente tante gazzelle !
Forse troppo pochi percepivano, all’inizio , quanto tangibile e concreta era la possibilità che due torri di 40 mt potessero davvero svettare nel cielo di Pistoia.
Comunque, vi dico la veritá , a me della centrale in se stessa me ne fregava il giusto, quello a cui sono stato attento , giá che c’ero, sono stati gli input che ho ricevuto sulla MIA città , sui miei concittadini, sulla mia classe dirigente.
Devo dire che la stima nei confronti dei dirigenti di questa città , non é certo aumentata. Anzi, ci sono stati momenti in cui avrei voluto smettere di lottare perché trovavo insopportabile dovere realizzare di essere in mano a gente tanto improvvida. Avrei preferito non vedere e non sapere , pur di continuare a vivere nell’illusione di vivere in una tranquilla città di provincia, amministrata da brava gente, onesta e di sinistra, una città quasi felice e quasi europea, quasi da invidiare.
Nel complesso, dovessi dare un voto alla mia città , non credo che ancora si arriva alla sufficienza, né come amministratori, né come società civile. Quando mi troverò di nuovo a chiedermi che voto si merita Pistoia, faró il furbo, lascerò da parte la logica e mi emozionerò , semplicemente, nel riportare alla memoria certi frammenti, certe frasi, certi sguardi e certi sacrifici, che non sono apparsi sui giornali ed in televisione, ma che per me sono stati la testimonianza che questa città qualcosa vale.
Ci sono belle persone in giro per Pistoia ! Persone che mi hanno insegnato tanto e per questo , per tutto quello che ho imparato , sono felice ed orgoglioso di avere preso parte a questa battaglia !
A quando la prossima ?? 😀 😀
Ciao a tutti.
Come potete vedere sono stato il primo a congratularmi con il comitato, articolo “The End” inserito alle 1:35 e mio commento alle 6:29, quindi sono stato abile e veloce. Nonostante la grande abilità/rapidità nel salire sul carro del vincitore, ho sempre chiaramente scritto che non facevo parte del comitato; che sin dal primo momento sapevo della Repower ma che fino al primo ok della regione avevo galleggiato senza partecipare, insomma un tifoso, niente di più, che ha sposato in toto le posizioni delle competenti persone che fanno parte del comitato. Direi, se posso, un “delegante consapevole” nella sua accezione politicamente positiva del termine.
Oggi però, dopo la grande vittoria, possiamo parlare con distacco e valutare la situazione da una prospettiva diversa.
Quindi ribadisco il mio ringraziamento al Sindaco provando ad argomentare meglio.
In questi giorni le vicende politiche nazionali ci raccontano di politici che non sanno prendere decisioni per il bene comune facendo tabula rasa di tutto solo per tornaconto personale. Sarebbe stato facile per il Sindaco manipolare una delle relazioni che valutano la fattibilità della struttura, abbiamo visto quanto è stato fatto con la VIA in regione, oppure attendere il completamento dell’iter burocratico che, di nuovo, visti i dati forniti dal comitato, se non manipolato sarebbe facilmente stato negativo, e non assumersi alcuna responsabilità. Invece il Sindaco, e non secondo me, il Presidente della provincia, ha deciso di assumersi la responsabilità della decisione POLITICA di dire no alla Repower. Le conseguenze sono già sui giornali, ipotesi di richiesta danni dagli svizzeri, e sulla bocca di tanta gente, “…ci faranno una discarica per il trattamento dei rifiuti…”. Aggiungo che adesso anche i disoccupati sono sua esclusiva responsabilità. Un vero politico della vecchia guardia avrebbe atteso gli eventi e basta.
E’ chiaro che le zone d’ombra sono molte, come dice Guastini che ringrazio per l’intervento, ma personalmente le ritengo imputabili alla gestione precedente; d’altra parte se vogliamo sottilizzare e interpretare le intenzioni, anche il Sindaco non aveva fatto promesse, come già detto nella mia precedente, dichiarando che avrebbe atteso le valutazioni future.
Quindi il comitato e tutti coloro che hanno partecipato attivamente, hanno ottenuto una grandissima vittoria che non sarebbe stata ASSOLUTAMENTE possibile senza questo grandissimo impegno. Dall’altra lo sconfitto ha diritto ad essere riconosciuto per quanto ha fatto. Mi è sempre stato insegnato che quando una squadra vince tre a zero e può segnare altri goal, si deve fermare, attendere la fine della partita e poi incoraggiare e ringraziare l’avversario per quanto ha fatto, rendendo il merito che gli è dovuto.
Quindi credo e spero che il problema/sconfitta del panino e questa storia, abbiano fatto comprendere al Sindaco qual è la parte migliore della politica. Non l’ho votato ma spero in questo cambiamento e mi sento di dare fiducia nuovamente al Sindaco che spero continui così anche senza il pungolo dei Cittadini.
@paolo maz
paolo, tu vai a stuzzicare un bisogno che avrei forte anch’io, il bisogno di trovare una tranquillità psicologica , poter andare a letto tranquillo sapendo che c’è chi si prende cura della mia città, con amore e dedizione. sono tentato dalle tue parole, vorrei crederci anch’io. vorrei….
penso che questa frase me la stampo su una maglietta.
@enrico gua
eh, è buffo, credo sia la terza o la quarta volta che sento ad enrico ripetere questa frase, che io trovo assolutamente sincera e credibile, detta da lui .
però è buffo constatare come nessuno creda che un politico o aspirante tale possa fare delle riflessioni documentate e sincere.
ma se diamo così poco credito alla politica, perchè continuiamo ad andare a votare ?