Era prevista per le 21.15 ma è iniziata con qualche minuto di ritardo. Doveva essere una riunione per il gruppo che si era offerto durante l’Assemblea scorsa di dare una mano a organizzare il da farsi e invece … è stata un’ ulteriore assemblea con più di 150 persone presenti!
Non eravamo preparati a questo ma la cosa ha fatto un piacere incredibile a tutti.
Erano praticamente presenti tutti i gruppi che stanno lottando contro l’inceneritore di Montale, un bel gruppo da Agliana e gruppi da tutti i paesi vicini!
Paolieri ha dovuto fare l’apertura della “riunione” per ben due volte perchè interrotto dal continuo arrivare di nuove persone. Eravamo letteralmente “stipati” nella stanza e senza impianto di amplificazione. Le persone riempivano anche la stanza attigua fino alla porta d’uscita facendo a gara per ascoltare. Tante delle persone presenti non avevano ben chiara la situazione, non ne percepivano il peso o avevano un’ informazione distorta.
Ha preso la parola Luciana Giovannetti cercando di spiegare gli scopi “organizzativi” della riunione preventivata. Ha posto l’accento sul target delle persone che sarebbero dovute essere presenti ma è stato inutile. Tutte le persone rispondevano: “Io sono venuto/a qua perchè voglio dare una mano attiva a questa causa!”. Eravamo sbalorditi e disarmati ma al tempo stesso entusiasti di vedere così tante persone unite e disposte a lavorare insieme per una causa comune.
Hanno parlato i rappresentanti dei vari comitati contro l’inceneritore di Montale ribadendo la loro disposizione all’aiuto e alla collaborazione e hanno lasciato al parola a Vasco Scarabicchi, proprietario di una delle case inglobate nel previsto Impianto.
Col suo toscano ricco di “accenti” e di “pennellate di colore” ci ha raccontato del suo incontro negli uffici comunali e di quanto è restato deluso e amareggiato dalla mancanza di empatia e di conforto da parte di coloro che stavano decidendo il futuro della sua famiglia.
Di come hanno risposto “lei continui pure i lavori!” all’affermazione “sto ristrutturando una casa che non ha futuro” e del grande BOH?!? alla domanda “ma quale sarà il futuro delle sei famiglie che vivono li?”.
Erano già le 23.00. Era tardi.
Abbiamo raccolto velocemente le proposte dei presenti e ancora nomi e numeri di telefono hanno riempito il blocco della Giorgetta.
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