Centrale Turbogas a Pistoia: Una Legge ad Aziendam

La centrale si farà!
Parola di Gianfranco Simoncini, assessore della Regione Toscana. Ecco le sue dichiarazioni, come riportate nell’articolo apparso nella cronaca del quotidiano “La Nazione” : ”La giunta regionale, anche tramite l’intervento diretto della presidenza, sta impegnandosi per stringere i tempi e arrivare entro l’anno alla valutazione dell’impatto ambientale, rendendo così possibile da parte della Provincia di poter procedere alle autorizzazioni”.
Che bello, si torna in pista, torniamo a discutere della centrale dopo tante settimane di silenzio e di attesa. Pareva quasi che se ne fossero dimenticati. Pareva quasi che non se ne faceva più di niente.
O come mai questa sorpresa, proprio ora? Con tutti le incongruenze e le contraddizioni che ancora c’erano nel progetto , o come hanno fatto a mettere le cose a posto?
Io un’idea ce l’avrei, a volere essere maliziosi. Lo sapete che, a metà Novembre, la Regione Toscana, con una modifica alla finanziaria 2012, ha rimosso alcuni divieti di edificazione nelle aree ad alto rischio idraulico? Lo sapete che adesso in tali aree si potrà costruire anche un impianto a gas naturale? Tutto questo, ad una settimana di distanza dall’ondata alluvionale che ha flagellato Massa, Carrara e Grosseto.
Pare incredibile. Pare incivile. Pare scandaloso. Pare impossibile.
Invece, è tutto vero.
Vi lascio con le parole di Marina Staccioli (Gruppo Misto), pronunciate durante la discussione della legge nell’aula del consiglio regionale:
“Nella stessa seduta in cui approviamo una legge per assegnare fondi straordinari alle aree alluvionali, diamo il via libera ad un’altra legge che manda in fumo la difesa del suolo[…]Con una ‘piccola (grammaticalmente parlando) modifica alla finanziaria 2012 si rimuove il divieto di edificazione per impianti di produzione energia nelle aree ad alto rischio idraulico, approvata l’anno scorso all’indomani della disgrazia di Aulla. Questa legge era già stata modificata una prima volta a maggio 2012, solo cinque mesi dopo l’entrata in vigore , per consentire la realizzazione dell’impianto di stoccaggio di rifiuti di Selvapiana. Adesso, all’indomani di una nuova drammatica alluvione, si interviene per consentire l’apertura di un impianto di produzione energia nel Pistoiese, a gas naturale. Una nuova legge ad aziendam”.

FONTI:
ALLUVIONI, “LEGGE AD AZIENDAM MANDA IN FUMO LA DIFESA DEL SUOLO”
Caso Repower, incontro in Regione: “L’impianto si farà”
Nascosti e Staccioli: “Colpo di spugna alla Green Economy Toscana”
Regione, terza variazione di bilancio da 5 milioni e 340 mila euro
Variazioni a Bilancio e Finanziaria 2012: il dibattito
Rossi: “Con la prevenzione si risparmia”. Stop alle costruzioni e riforma dei consorzi
Seduta del Consiglio regionale

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Emiliano Giu
Amministratore
13 anni fa

Gran bell’articolo Tommaso.
Peccato solo che la notizia sia pessima!
Comincia a diventare “particolare” questa situazione…
Prima si rimuove il responsabile della commissione di VIA, poi si toglie la delega all’assessore all’ambiente, ora si modifica la legge …
Tutto questo per permettere la costruzione di una centrale elettrica che non serve a colmare una necessità di energia ma per reindustrializzare un’area dismessa?
Senza considerare il fatto che, nello stesso articolo che citi, si afferma: “AUSPICANDO una conclusione positiva, l’assessore ha anche assicurato che la Regione «è pronta a mettere a disposizione tutti gli strumenti utili a garantire la ripresa produttiva» e un sostegno al reddito, nella fase transitoria prima dell’avvio della nuova attività, ai 90 lavoratori ex Radicifil, attualmente in cassa integrazione straordinaria con scadenza al 31 dicem-
bre.”

E per gli altri cassintegrati toscani? Perchè un trattamento preferenziale solo per gli ex-Radicifil da parte della Regione Toscana?

annalisa pao
13 anni fa

Ragazzi che la volevano in tutte le maniere ,la centrale, si era capito. Ora fanno le cose solo un pochino più spudoratamente. Voi non volete capire che ci vuole una centrale qua, anche se poi andasse a finire sott’acqua, anche se la società autostrade non fosse d’accordo(visto che in progetto c’è pure la terza corsia)….lo sapete il che, fanno proprio bene, magari faranno chiudere anche qualche vivaista(quegli indemoniati) , manderanno a casa anche loro qualche centinaio di persone e come si diceva un tempo “poggio e buca fa pari”.
Caro Emiliano tu tocchi un tasto dolente per me, che sono cattiva, egoista, ingorda, mantenuta eccetera eccetera…”un ulteriore sostegno al reddito ai 90 lavoratori ex Radicifil,attualmente in cassa integrazione STRAORDINARIA,in scadenza il 31 dicembre”….come disse qualcuno , durante una riunione, “è lodevole ciò” ed è vero, peccato che delle altre centinaia di lavoratori pistoiesi ai nostri cari amministratori comunali,provinciali, regionali , non gliene freghi una mazza.
Si vede che in quell’impianto Repower avranno un grande ritorno….
Comunque, dato che l’azienda ne dovrebbe assumere solo 5, 7, 15, 20, 35 ? Pagano il sostegno al reddito a tutti e 90. Bravi, Oppure faranno una selezione anche per scegliere chi continuerà a riscuotere e chi no? Chissà come gli rode a certa gente, a quelli che ci mantengono tutti. Ah gìà …a quelli gli rodeva mantenere solo me.
Smentitemi di nuovo, due pesi e due misure.

daniela ber
daniela ber
13 anni fa

chiediamo alla toscana le difesa del suolo!..EPPURE COME VEDIAMO I DISASTRI AVVENGONO SEMPRE PIù FREGUANTI ..LA TOSCANA HA TOLTO IL DIVIETO DI EDIFICAZIONE IN ZONE AD ALTO RISCHIO IDROLOGICO! ECCO SU QUESTO IL PRESIDENTE ROSSI CI DOVREBBE UNA SPIEGAZIONE! ❓ 😐

EnricoGua
EnricoGua
13 anni fa

Per la precisione, la finanziaria è stata modificata a maggio, quando è stata approvata la legge sul rischio idraulico; in tale occasione l’art. 142 della legge finanziaria 66/2011 è stato abrogato (quello che diceva che in zone ad elevato rischio idraulico non si può costruire), e sostituito da un “è consentita la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili”.
La modifica di novembre consente di costruire anche centrali a gas naturale nelle stesse zone ad elevato rischio idraulico.

Il problema grosso, a mio parere, è la legge regionale del 21 maggio 2012, n. 21: mentre da una parte si chiedono 500 mln € per riparare ai danni delle alluvioni dall’altra si consente di edificare in zone che si sa essere a rischio.

In maniera più estesa, e forse più chiara, avevo scritto qui:
http://perunaltrapistoia.blogspot.it/2012/11/legge-ad-aziendam-manda-in-fumo-la.html

Emiliano Giu
Amministratore
13 anni fa

@Daniela e Enrico
Ben arrivati sul blog e grazie per i vostri commenti.

@Enrico
Ho avuto altre occasioni per apprezzare i tuoi interventi e non da meno è questo sul blog.
Grazie per le informazioni e le delucidazioni.

@Tommaso
Venturi non è altro che l’ulteriore conferma che Pistoia e le forze politiche che la governano, vogliono la realizzazione di questo progetto a prescindere dall’utilità tecnica e occupazionale che possa avere. Visti gli investimenti che ci sono in ballo, mi sono fatto anche un’idea sul perchè! 😉

La cosa strana di questo articolo sono gli interventi ai commenti …
Hai notato, Tommaso, che sono spariti degli utenti che normalmente intervengono sempre? 🙄

annalisa pao
13 anni fa

Anche essendo di parte , delle cose così grossolane si commentano male.
Raggiungeranno il loro obiettivo ma che sia stata una cosa limpida certo non potranno dirlo.

tiziana dip
tiziana dip
13 anni fa

Sono qui che penso e ripenso a cosa scrivere nel mio commento perchè sono così tante le sensazioni (sdegno, rabbia, nausea, stupore….) che mi provoca la lettura di questo nuovo articolo che non riesco a farne una sintesi.
Comunque una cosa la vorrei dire. Complimenti davvero al nostro Predisente Rossi e alla sua giunta soprattutto per la coerenza.
Purtroppo gli eventi alluvionali estremi che anni fa erano eccezionali ormai si ripetono tutti gli anni e spesso anche più di uno in una stagione e ogni volta i vari amministratori fanno a gara per farsi intervistare da TV e giornali e dire che bisogna prevenire, che per far questo servono i fondi, che riparare i danni costa molto di più, insomma sempre gli stessi discorsi. E quindi tutti a lamentarsi che dal governo centrale non arrivano abbastanza soldi (e questo magari è anche vero). Ma poi cosa fanno a livello locale? Continuano con la politica della cementificazione sempre, comunque e ovunque. E’ chiaro che gli slogan sui giornali e alla TV li vedono in tanti mentre sono molti meno i cittadini che riescono ad essere informati su quello che poi questi politici decidono veramente quando devono votare una legge.
Diverso tempo fa lessi un articolo dove si diceva che la Toscana è una delle regioni con il maggior numero di opere di vario tipo contestate dai cittadini e dai comitati e questo veniva in qualche modo spiegato come se tutte o quasi queste opere venissero contestate non sulla base di arogmentazioni ben precise e documentate ma solo x il principio del “non nel mio giardino”, come se fossero proteste fatte solo come si dice “per partito preso”-
Fra le varie opere era ovviamente indicata anche la centrale a metano in progetto al Bottegone.
Prima o poi questi amministratori si faranno un esame di coscienza e allora forse si renderanno conto che se i cittadini protestano probabilmente un motivo valido c’è. Anzi basterebbe semplicemente leggere le tante osservazioni e i comunicati del comitato, delle varie associazioni e di tutti coloro che hanno ampiamente motivato la propria contrariertà a questa centrale nelle sedi più disparate per rendersi conto che è un progetto assurdo.
Al contrario, sembra evidente che agisce “per partito preso” chi vuole questa centrale a tutti i costi e per proseguire su questa strada si rimuovono tutti gli ostacoli, il cui ultimo esempio è proprio questa modifica della legge regionale.
Ma noi non ci arrendiamo.

EnricoGua
EnricoGua
13 anni fa

È quel «fino alla adozione da parte delle amministrazioni competenti delle misure di prevenzione» che mi turba.
La legge regionale prevede la “messa in sicurezza” per tempi di ritorno duecentennali, quindi una misura di prevenzione c’è.

Non so se sia da leggere in questa maniera, ma così alla prima occhiata non mi ispira alcuna fiducia, anche per l’insistente riferimento ai cambiamenti climatici: la parte di Aulla finita sott’acqua l’anno scorso 50 anni fa non esisteva, era alveo del fiume. In altre parole, la stessa ondata di piena 50 anni fa non avrebbe fatto danni ad Aulla.
Qui il problema grosso non è il clima (che può essere influenzato molto lentamente e per vie indirette), ma l’urbanizzazione selvaggia.

Anche il ministro Clini dovrebbe stare attento a non sbagliare bersaglio.