Corre l’anno 1917. Una notte buia e tempestosa, lascia un mucchietto d’ossa sull’altare di una cappella nella città dalle mille chiese. Torino urla al miracolo! Non ci sono dubbi! Sono le ossa di una Santa, scomparse da un loculo di una chiesetta di campagna dove erano sepolte da tempi immemorabili. La Santa Sede si movimenta ma la mano di un ladro rende il caso molto misterioso.
Fatto vero o materiale per la trama di un nuovo film di Hollywood? Santa Settembrina, mistero o realtà? Non lo so! Sembra solo che il fatto ci riguardi da vicino … molto da vicino!
In un loculo della chiesa di Badia a Pacciano, posta nel piano di Canapale, a otto chilometri circa da Pistoia, giacciono da tempo immemorabile delle ossa. La tradizione dice che sono le ossa di una celeberrima santa, vergine e martire. Gli atti dei martiri, i documenti canonici, non parlano di una vergine e martire Settembrina che abbia finito i suoi giorni lacrimosi e lacrimati in Badia a Pacciano nel piano di Canapale. Ma la tradizione s’infischia dei documenti storici; sostiene che Settembrina è santa anche nel mucchietto d’ossa corrose che di lei (o di un’altra persona) rimangono, e adora. Ma bisbetica e bizzarra com’è, la tradizione finisce collo stancarsi, e il mucchietto d’ossa ridiventa materia sorda e inerte. S. Settembrina s’adira fieramente. E un bel giorno scompare. Il loculo viene trovato vuoto, il parroco di Badia a Pacciano nel piano di Canapale ha una rivelazione. La santa ha lasciato il suo sepolcro per protestare contro l’indifferenza dei badiesi. Il miracolo è accecante per il suo splendore. S. Settembrina non è mai stata tanto santa come in quel momento. Il loculo vuoto fa accorrere tutto pian di Canapale, tutta Pistoia, tutta Toscana… La Madonna di Caravaggio, quella di Pompei, quella di Loreto, vedono oscurarsi la propria fama e la devozione dei piú assidui fedeli. Non basta. A Torino, in corso Moncalieri, abita un pio uomo, che fa collezione di reliquie in una cappella privata, vera Casba di tutti i resti della idolatria mondiale. Il pio uomo ha anch’egli una rivelazione. Sull’altare della cappella è stato trovato dopo una notte procellosa, solcata da baleni piú lividi di tutto il livore della coorte infernale, un mucchietto d’ossa: sono quelle di S. Settembrina, che ha cercato rifugio e ristoro alla sua mala sorte nella città dalle mille chiese, nella città delle beghine danarose, che non esitano a rovesciare i calzini di lana sui banchi delle sottoscrizioni permanenti per il maggior incremento della santissima chiesa cattolica. Le ali della fama divulgano per il mondo la notizia. Strida di dolore sul piano di Canapale, osanna e alleluia in corso Moncalieri. La santa ha finito le sue peripezie. Si fa il processo canonico, che è un trionfo per lei. Il calendario si arricchisce di un nuovo nome. Torino ha una nuova chiesa, e un rigagnoletto d’oro di piú fluisce nella nostra città, benedetta dal Signore. Cosí sarebbe successo. Invece no. La vergine e martire Settembrina non ha finito con le peripezie. Una mano ha turbato il normale e logico svolgersi degli avvenimenti. Perché il ladroncello anonimo ha proprio scelto nel mucchietto dei pacchi postali quello che conteneva una parte delle ossa canapalesi? Mistero della provvidenza divina. Dito di Dio, o coda del diavolo? Altro mistero imperscrutabile. Ma il certo è che il castello fondato sul mistero della traslazione è crollato. E le macerie hanno finito col polverizzare le ossa di Settembrina, che non è piú vergine né martire. Lo dichiara don Soldi (si chiama proprio cosí), parroco di Badia a Pacciano, sul piano di Canapale. «Non c’è nessuna autenticità di questa religiosa, nessuna dichiarazione delle autorità ecclesiastiche, nessuna teca accertante che queste ossa fossero di S. Settembrina, della quale del resto nulla si sa». Cosí don Soldi al giornale «La Nazione» di Firenze. Settembrina è diventata pericolosa, dopo che l’anonimo ladroncello ha turbato il regolare svolgersi degli avvenimenti. Settembrina santa, vuol dire processo per sacrilegio, per profanazione, vuol dire punizione di parroci e di vescovi. Tutta la dialettica canonica si rivolge alla dimostrazione della non santità di Settembrina. Il calendario non avrà un nome di piú. Tempi contrari per la religione quelli dei pacchi postali, con obbligo di dichiarazione del contenuto. Piú pericolosi se il «fossile di carbone» è diventato materiale prezioso. Una lacrima di piú sulle sbianchite ossa della povera martire di Badia a Pacciano nel piano di Canapale. Nessuna santa è stata piú santa di lei. Perciò essa non arriverà piú alla gloria dell’altare e alla distinzione del calendario. (5 marzo 1917). (fonte: http://www.intratext.com/IXT/ITA3065/_P5W.HTM)
😯 Qualcuno ne aveva mai sentito parlare? io no nemmeno dai racconti dei più anziani!
Ma questa storia da dove viene?
L’ho trovata per caso su internet mentre cercavo del materiale per Badia.
All’inizio pensavo fosse uno scherzo ma poi leggendola bene mi sembra seria.
Dalla fonte sembrerebbe provenire da “Sotto la mole” di Antonio Gramsci che sarebbe una cronaca torinese gestita da lui e probabilmente avrebbe pubblicato l’articolo perche l’uomo che abitava nel corso Moncalieri a Torino (se vai su wikipedia trovi la biografia, guarda bene la parte in “L’attività giornalistica: il critico teatrale“) ha avuto una rivelazione sulle ossa di S. Settembrina che sarebbe fuggita da Badia, perche i badiani erano troppo scortesi, e sarebbe andata nella chiesa in corso Moncalieri a Torino, comunque le ossa sarebbero state rubate. Poi dice che il suo nome sarebbe stato scritto sui calendari ma non accadde perche il parroco di Badia, Don Soldi, avrebbe smentito l’esistenza di questa santa Settembrina.
Se è tutta una finzione non lo so, ma cosi è scritto sull’articolo di Gramsci.
Bravo Leo.
Mica c’avevo fatto caso.
Sembrerebbe proprio scritta da Antonio Gramsci! 😯
A questo punto ci vuole la battuta…
La mandiamo a “Mistero” il programma condotto da E. Ruggeri su Italia Uno???
No, scherzi a parte mi sembra una cosa molto interessante!!
Ci sarà qualche modo per accertare se in quel tempo il nostro parroco era un certo don Soldi?
A La Nazione avranno un archivio storico? Arriverà a quel tempo?
Se S. Settembrina se n’ è andata da Badia perchè davvero i badiani erano troppo scortesi allora la capisco… di solito l’ uomo si evolve nel tempo, ma i badiani… chi vuole intendere intenda, la partita la guardano ancora con la macchina dei fratelli Lumiere!!
Mi autoquoto. 😉
Sembrerebbe proprio di si! Il parroco della parrocchia era un certo don Soldi.
Ne parlavo giorni scorsi con Cristina Gia e la mamma.
Mi raccontavano che era anche piuttosto famoso nella piana avendo conoscenze nell’ambito della medicina oltre che essere il parroco.
Finita la funzione religiosa, la canonica si trasformava in un “ambulatorio” dove lui eseguiva le “visite” e forniva alle persone rimedi e medicamenti perlopiù derivanti dalla farmacopea naturale.
Rimase a Badia fino a quando decise di abbandonare il sacerdozio.
Ho chiesto alla Cristina di iscriversi al blog e di darci maggiori delucidazioni.
Appena riesce ad inserire correttamente la sua mail ha promesso di farlo!
:lol:RAGAZZI NON CE LA FO PIU’…MI STO PISCIANDO ADDOSSO DAL RIDERE! 😆
Sul giornalino del paese, Badia e Dintorni, si parla di Santa Settembrina. A parte alcune inesattezze (Sotto la Mole non è un libro ma era una rubrica del Avanti!), la cosa che scatena la mia ilarità è un’altra! Udite, udite!
… c’è chi sostiene invece che è assolutamente vera l’esistenza della santa di Badia perchè ha ispirato la festa storica (che non a caso viene fatta di settembre) e che la protegge dal maltempo … o stai a vedere che il merito della buona stagione, che per 34 anni ha assistito la festa, non è come pensavamo dell’abate Ormanno, ma di santa Settembrina!!
Nel ringraziarvi per il bellissimo momento di ilarità che mi avete procurato vi esorto a rientrare un po’ nei ranghi … dai su ragazzi … così siete patetici! 😉
In effetti non ha mai piovuto… ahahahahahahahahahahahahahahahahah
Salve a tutti, volevo intervenire nella discussione anche se in grave ritardo per brutti problemi di connessione.
Volevo segnalare che gli articoli contenuti in “Sotto la mole” che parla di della presunta santa Settembrina e di Don Soldi sono 2: il primo che avete letto tutti è del 5 marzo 1917 e l’altro del 29 luglio 1917 ma il secondo non parla più di Badia nella piana di canapale bensì di Bagno di Ripoli.
Il mistero si infittisce 🙂