Il Comitato Bottegone-Badia-Agliana non ci sta al giochetto de Il Tirreno!

20131221_il_tirreno_pistoia_locandinaIl Comitato Bottegone-Badia-Agliana non ci sta al giochetto de Il Tirreno di ieri che lo vede legato al licenziamento degli operai Radicifil e risponde con un comunicato:

“IL COMITATO BOTTEGONE-BADIA-AGLIANA NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON I LICENZIAMENTI ALLA RADICIFIL
Il Comitato Bottegone-Badia-Agliana è dispiaciuto nell’apprendere della chiusura della Ditta Radicifil e del conseguente licenziamento dei 70 operai; ma allo stesso tempo si mostra sorpreso, amareggiato e indignato nel vedere accostare, sulla locandina de Il Tirreno, la foto di un membro del comitato stesso accanto al titolo “A CASA PER NATALE 70 OPERAI DELLA RADICI”. Il Comitato non ha niente a che vedere con il licenziamento di nessuno dei circa 140 lavoratori della Radicifil, vicenda che ha avuto inizio nel 2009, ben prima che si cominciasse a parlare della centrale Repower. Crediamo che sulla locandina sarebbe stato più opportuno e corretto mettere immagini dei veri responsabili del licenziamenti o foto delle lotte che i lavoratori, a suo tempo, portarono giustamente avanti. Il Comitato con i licenziamenti non c’entra niente.
Comitato Bottegone-Badia-Agliana”

Articolo Il_Tirreno

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paolo pao
12 anni fa

Voglio, intanto, fare presente che il Tirreno di oggi, domenica 22 dicembre, NON HA PUBBLICATO il comunicato che gli abbiamo mandato ieri verso le ore 14, cioè in tempo utilissimo per la pubblicazione del giorno dopo.
Sulla locandina non andava messa la foto di nessuno del comitato (ognuno di noi è sempre stato sensibile alle necessità degli operai) e neanche una foto di assemblee organizzate dal comitato stesso per una ragione semplicissima che vale la pena di ripetere per l’ennesima volta: il Comitato di Bottegone-Badia-Agliana NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON I LICENZIAMENTI ALLA RADICIFIL.
Nel 2009 è stato Radici a mettere in cassa integrazione 140 lavoratori, non il Comitato!
Ora è Radici che chiude e licenzia, non il Comitato!
Se Il Tirreno avesse messo sulla locandina la foto dei sigg. padroni che hanno licenziato(e che hanno anche tentato il giochino non riuscito della centrale Repower) avrebbe fatto una cosa giusta.
Mettendo la foto di un membro del comitato ha fatto una CAROGNATA!

tommaso ago
12 anni fa

In questo bellissimo e stranissimo paese , se ti prendi una responsabilità, finisce che è tutta colpa tua, colpa tua se piove, se è freddo, se licenziano, se uno perde il mazzo delle chiavi.

Infatti, a chi altro può essere addossata , la responsabilità, se chi è preposto e pagato per prendersele, queste responsabilità, neanche ne conosce il sentore, il profumo, l’onere e l’onore ?

comunque, peggio per loro, peggio per loro, che si perdono tutto il bello ed il gusto della vita, che lavorano senza lavorare, che scrivono senza pensare, che parlano senza coerenza, viscidi come bisce , deboli come un filo d’erba… e buon Natale a tutti !

Alessio Bia
Alessio Bia
12 anni fa

Salve,
la stampa ancora una volta ha offerto uno spettacolo indegno applicando il solito sistema di disinformazione scientifica degno di questo paese “semi libero”.
La libertà dipende dalle azioni di uomini e donne impegnati e coraggiosi esattamente come Luciana e gli altri membri del comitato, ai quali va la mia solidarietà ed un ringraziamento per quello che fin’ora hanno fatto.

cordiali saluti ed auguri di buone feste.

Alessio Biagiotti
MoVimento 5 Stelle Pistoia

Paolo Maz
Paolo Maz
12 anni fa

Ciao a tutti.
Sono pienamente d’accordo con Giuliano e sinceramente anch’io non ho parole. Posso solo esprimere la mia solidarietà alla Prof.ssa Giovannetti per l’accostamento barbaro subito. La competenza e coerenza dimostrata, unita alla trasparenza del comportamento, hanno portato ad una soluzione della vicenda in questione che molti evidentemente non hanno gradito. Un colpo basso così volgare e gratuito non è assolutamente giustificato, nemmeno dall’errore. Come sempre nel nostro paese, invece di assumersi le responsabilità del fallimento di un progetto già fallito in partenza, si sgravano coscienza e responsabilità in modo penoso. E’ vero che nel corpo dell’articolo viene fatto riferimento all’impegno del comitato nel cercare soluzioni alternative, riporto il giornale:
“In quella fase numerosi furono gli interventi a favore di soluzioni alternative alla costruzione della centrale, anche sostenute dai comitati contro la costruzione dell’ impianto e da altre associazioni e forze politiche locali,che avrebbero comunque potuto produrre gli stessi posti di lavoro.”
La foto sulla locandina però è un messaggio talmente forte rispetto al contenuto dell’articolo, da non lasciare dubbi su quale dei due passa ai cittadini. Saluti

marco tre
marco tre
12 anni fa

Salve a tutti; è perchè non si ha ne il tempo ne la voglia di fare troppa confusione, ma avendo un avvocato “buono”, ci potrebbero essere quasi gli estremi per una querela, in quanto la foto della Prof.ssa Giovannetti, non ha nessun legame con l’articolo presentato dal giornale in oggetto; come detto, è forse la Prof.ssa l’artefice dei licenziamenti alla Radicifil? E se no, allora perchè la foto pubblicata, di fianco all’articolo?? E dove la mettiamo la Privacy?? Ripeto, credo non si abbia ne il tempo ne la voglia, ma credo si debba scrivere alla redazione di quel quotidiano, qualcosa di forte, per far pubblicare delle scuse ufficiali, così come si sono presi la libertà di affiancare una foto di persona totalmente estranea ai fatti descritti…
Marco
P.S: BUONE FESTE A TUTTO IL COMITATO!!!!!

tiziana dip
tiziana dip
12 anni fa

Penso ci sia veramente poco da aggiungere ai commenti sopra.
Voglio semplicemente esprimere anche io lo sdegno che provo nei confronti di chi fa un mestiere secondo me bellissimo e di fondamentale importanza all’interno di una democrazia, come dovrebbe essere quello del giornalista, ed in realtà usa questa sua posizione per servire i potenti.
E’ talmente ovvio che i circa 140 operai sono stati licenziati dal loro datore di lavoro e non dal comitato, che in realtà un lettore anche minimamente attento non dovrebbe farsi ingannare ma è altrettanto vero che alla fine l’immagine che resta impressa nella stragrande maggioranza delle persone è l’associazione fra 70 operai che saranno a casa per Natale e la foto di un membro del comitato, in questo caso Luciana Giovannetti, che sembra essere colpevole di ciò. E’ chiaro che l’effetto distorsore della realtà è stato espressamente voluto e questa è una cosa veramente VERGOGNOSA ed INDECENTE.
A Luciana va tutta la mia solidarietà.