Un’interessante articolo è apparso ieri su Il Tirreno a firma di Beatrice Faragli. Il progetto di Repower è approdato per la prima volta in commissione ambiente della Provincia di Pistoia portando di fronte ai consiglieri tutti i dubbi dei tecnici dell’istituzione. Di fronte alla “promesse occupazionali con le quali in molti si sono riempiti la bocca, l’unica cosa certa di questo impianto è l’impatto ambientale che avrà su una zona già altamente inquinata” afferma Patrizio La Pietra …
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Finalmente anche in Provincia si stanno rendendo conto che la manciata di posti di lavoro che si verrebbero a creare, non giustificano il grosso impatto sulla salute dei cittadini che si avrebbe. Sono contento di questo “ravvedimento” che iniziano ad avere. Il Comitato è da un anno che lo sta dicendo.
Ciao a tutti,
meno male che qualcuno comincia a riflettere seriamente sul problema Repower.
Io ho condiviso su facebook gli articoli del blog e ogni volta mi scontro con qualcuno; purtroppo quel qualcuno è sempre un ex lavoratore Radicifil convinto che il Comitato stia lottando non per la salute pubblica ma per togliere un “ipotetico” lavoro a loro.
Mi dispiace tanto che la pensino così, anche perchè il lavoro l’ho perso anche io e fra poco sarò a fine mobilità e tuttavia credo fermamente nel no alla Centrale, per il bene comune.
Cara Annalisa, attaccare il comitato è sempre vantaggioso perché:
a) non costa niente,
b) non corri nessun rischio;
c)ti permette di sfogare la tua rabbia;
d)ti dà la possibilità di trovare un capro espiatorio;
e) non ti impegna a cercare veramente le responsabilità di chi ha causato il tuo licenziamento;
f) ti fa sentire solidale con azienda, sindacati, istituzioni ecc.dandoti l’idea di una potenza (ahimé falsa).
Allora giù contro il comitato! Ti accorgerai sempre più, cara Annalisa, che il comitato verrà sempre più, inconsciamente, considerato responsabile non soltanto di non voler la riassunzione di quella piccola quantità di lavoratori, ma di aver provocato il licenziamento di tutti i 137! E perchè anche non di quelli della Mas considerato che negli anni ’90 il comitato si è interessato anche di questa azienda? A proposito, Annalisa, ma tu quando sei stata messa in cassa integrazione, avevi già avuto qualche contatto con questo comitato??? Ho un atroce sospetto.
Però, che potenza, che forza distruttiva questo comitato! Siamo sicuri che i Maya non avessero già previsto la sua esistenza quando hanno annunciato la fine del mondo nel 2012?
Cari ragazzi, in questi giorni , i miei suoceri , mi hanno chiamato per sapere se era il caso di firmare la raccolta firme contro l’elettrodotto, in quella occasione , mi hanno detto che un suo nipote , ex lavoratore Radicifil , aveva parlato con loro , riguardo alla centrale Repower.
Ebbene , si e’ schierato contro la costruzione della suddetta , dicendo che pochi posti di lavoro non valevano la pericolosita’ di inquinamento della zona e compromettere la salute delle persone . Sinceramente sono rimasto stupito, pensavo che tutti gli ex lavoratori si fossero schierati a favore della Repower. Forse il dubbio sta entrando nella testa dei cassintegrati
Ma sicuramente il dubbio è sempre stato nella mente della maggioranza dei cassintegrati i quali, lavoratori onesti ed intelligenti, sanno come “sono andate veramente” le cose. E sanno anche che il comitato, in questi ultimi vent’anni, non ha mai neanche pensato di ostacolare in qualche modo l’attività di Radicifil!! E ci puoi scommettere, caro Alfredo, che la stragrande maggioranza di quei lavoratori è anche intimamente d’accordo con il comitato nel non volere questo progetto assurdo della centrale che serve soltanto a chi la vuole costruire. E soprattutto non serve a loro.
mi fa piacere leggere che molte persone hanno riflettuto e meditato prima di firmare, questo da’ ancora più valore alle firme che ho raccolto !
in realtà io ne ho raccolte solo metà, le altre le ho ricevute grazie alla collaborazione di diverse persone che hanno sfidato il freddo siberiano per contribuire alla giusta causa.
questo per ribadire che la raccolta firme non è stata un’operazione allarmistica e demagogica bensì la testimonianza della contrarietà della gente al progetto. una opposizione intelligente e consapevole, e proprio per questo determinata.
dai, speriamo che la repower sia stanca quanto noi di questa tiritera. speriamo che anche loro tirino un sospiro di sollievo, se e quando la regione darà parere negativo…a quel punto faranno una riunione e si diranno : ” A Pistoia mai più, che gente scorburtica…maledetti piantaioli servatichi…mamma mia…cosa ci è venuto in mente !!!” e per consolarsi si mangeranno un elvetico cioccolatino.
speriamo !!!
cito da articolo apparso sul tirreno di oggi 01 marzo 2012, dedicato alla condanna inflitta ai gestori dell’inceneritore di Montale per gli sforamenti della diossina nel 2007